Vangelo del Giorno

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,31-46.


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.
E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,
e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;
ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me.
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».


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Commento di Santa Faustina Kowalska (1905-1938), religiosa
Dio, che per la Tua misericordia hai degnato di chiamare il genere umano dal nulla all'esistenza, l'hai riempito della pieezza della natura e della grazia. Ma ancora pareva troppo poco alla Tua bontà. Tu Signore, nella Tua misericordia, ci dai la vita eterna. Tu ci ammetti alla Tua felicità eterna e ci fai partecipare alla Tua vita interiore e lo fai solo per via della Tua misericordia. Tu ci riempi così della Tua grazia, solo perché sei buono e pieno d'amore. Non eravamo affatto necessari alla Tua felicità, Signore, ma Tu vuoi condividere la Tua stessa felicità con noi.

Ma l'uomo non ha resistito alla prova; potresti punirlo come gli angeli, respingendolo per l'eternità, ma qui appare la Tua misericordia e le Tue viscere si sono mosse a grande pietà e hai promesso di ristabilire Tu stesso la nostra salvezza. È per l'abisso inconcepibile della Tua pietà che non ci hai puniti come meritavamo; sia lodata la Tua misericordia, o Signore; la loderemo per tutti i secoli. Gli angeli sono rimasti stupiti dalla grandezza della misericordia che hai mostrato agli uomini...


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