Vangelo del Giorno

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,34-36.


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso;
come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».


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Commento di San Giovanni Maria Vianney (1786-1859), sacerdote, curato d'Ars
Quali sono i vantaggi che riceviamo dalla preghiera, per cui dobbiamo così spesso pregare? Fratelli miei, eccoli. La preghiera fa sì che siano meno pesanti le croci, addolcisce le pene e siamo meno attaccati alla vita, attira su di noi lo sguardo della misericordia di Dio, fortifica l'anima contro il peccato, ci fa desiderare la penitenza e ce la fa praticare con piacere, ci fa sentire e comprendere quanto il peccato offende il buon Dio. Ancor più, fratelli, con la preghiera siamo graditi a Dio, arricchiamo l'anima e ci assicuriamo la vita eterna. Ditemi, non ci conviene far sì che la nostra vita sia una preghiera continua per unirci a Dio?

Quando si ama qualcuno, non si ha bisogno di vederlo per pensare a lui? Certamente. Egualmente, fratelli, se amiamo il buon Dio, la preghiera ci sarà familiare come il respiro. Tuttavia, vi dirò che per pregare in modo che possa attirare tutti quei beni, non basta impiegarvi un attimo di fretta, cioè con precipitazione. Il buon Dio vuole che ci prendiamo un tempo conveniente, che abbiamo almeno il tempo di chiedergli le grazie che ci sono necessarie, di ringraziarlo dei suoi benefici, e di piangere sui nostri errori chiedendogli perdono.

Ma, mi direte, come possiamo pregare senza sosta? Fratelli miei, nulla di più facile: si tratta di occuparci del buon Dio, di tanto in tanto, durante il lavoro; sia facendo un atto d'amore, per testimoniargli che lo amiamo, perché è buono e degno di essere amato; sia un atto d'umiltà, riconoscendoci indegni delle grazie di cui non smette di colmarci; sia un atto di fiducia per il fatto che, pur molto miserabili, sappiamo che ci ama e che vuole renderci felici. Vedete, fratelli miei, quanto è facile pregare facendo così.


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