Vangelo del Giorno

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 17,1-9.


In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte.
E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.
Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia».
Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo».
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore.
Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete».
Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.
E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».


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Commento di San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716), predicatore, fondatore di comunità religiose
Tutti gli occhi si chiudano per il timore di essere abbagliati da una luce tanto viva e splendente; ogni lingua taccia per non offuscare una bellezza così perfetta nel tentativo di scoprirla. Qui ogni spirito deve umiliarsi ed adorare per non sentirsi oppresso dal peso immenso della gloria della divina Sapienza, nell'intento di penetrarla.

Tuttavia, ecco l'idea che lo Spirito Santo ce ne dà nel libro della Sapienza composto per noi, nel desiderio di adattarsi alla nostra debolezza: La Sapienza eterna è "effluvio della potenza di Dio, emanazione genuina della gloria dell'Onnipotente; per questo nulla di contaminato penetra in essa. È riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio e immagine della sua bontà" (Sap 7, 25-26). (...)

In questa suprema bellezza il Padre trovò le sue compiacenze nell'eternità e nel tempo, come lui stesso chiaramente affermò il giorno del battesimo e della trasfigurazione di Cristo: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale sono compiaciuto" (Mt 3,17; 17,5). (...)

L'eterna Sapienza, per avvicinarsi ancor più agli uomini e dimostrar loro più sensibilmente il suo amore, è giunta fino ad incarnarsi, divenir bambino, farsi povero e morire per essi sulla croce.


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