Vangelo del Giorno

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 2,18-22.


In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare.
Ma verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno.
Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore.
E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi».


Traduzione liturgica della Bibbia
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Commento di San Giovanni della Croce (1542-1591), carmelitano, dottore della Chiesa
« All'ombra di quel melo (Ct 8, 5) a me fosti sposata, qui ti presi la mano e fosti riscattata dove tua madre fu violata. » Nel sublime stato del matrimonio spirituale [descritto in questo poema], con grande facilità e frequenza lo Sposo rivela all'anima i suoi meravigliosi segreti e le fa conoscere le opere della sua potenza, perché l'amore vero e totale non sa nascondere nulla. Le comunica soprattutto i dolci misteri della sua incarnazione, i mezzi e le vie da lui impiegati per la redenzione dell'umanità, una delle opere più eccelse di Dio e perciò tra le più squisite per l'anima. Questo fa lo Sposo nella presente strofa: con grande soavità d'amore rivela all'anima, interiormente, i suddetti misteri. Così, rivolgendosi all'anima le dice come grazie all'albero della croce ella è diventata sua sposa, perché egli l'ha colmata della sua misericordia, decidendo di morire per lei e renderla bella. Difatti egli l'ha risanata e l'ha redenta con lo stesso strumento con cui la natura umana era stata guastata, cioè per mezzo dell'albero del paradiso, nella nostra prima madre che è Eva (Gn 3, 6-7). Perciò dice: « All'ombra di quel melo ». Per melo egli intende l'albero della croce, sul quale il Figlio di Dio ha redento e, di conseguenza, ha sposato la natura umana, quindi ogni anima, donandole sulla croce la sua grazia e i suoi favori, per i meriti della sua passione.

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