Vangelo del Giorno

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 8,11-13.


In quel tempo, vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione».
E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all'altra sponda.


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Commento di Sant'Ilario di Poitiers (ca 315-367), vescovo, dottore della Chiesa
Padre Santo, Dio onnipotente, quando alzo verso il cielo la debole luce dei miei occhi, posso forse dubitare che questo sia il tuo cielo? Quando contemplo la corsa delle stelle, il loro ritorno nel ciclo dell'anno, quando vedo le Pleiadi, l'Orsa Minore e la Stella del mattino e considero come ognuna brilla al posto che le è stato assegnato, capisco, o Dio, che sei lì, in questi astri che non capisco. Quando vedo "i potenti flutti del mare" (Sal 93,4), pur non afferrando l'origine di queste acque, nemmeno che cosa metta in movimento il loro flusso e riflusso regolare, credo tuttavia che ci sia una causa – certo impenetrabile per me – di queste realtà che ignoro, ed anche lì percepisco la tua presenza.

Se rivolgo il mio spirito verso la terra che, per il dinamismo di forze nascoste, decompone tutti i semi che ha accolti nel suo seno, e lentamente li fa germogliare e li moltiplica, poi dà loro di crescere, non trovo nulla che possa capire con la mia intelligenza; ma questa ignoranza mi aiuta a discernere te, poiché, anche se non conosco la natura messa al mio servizio, tuttavia ti incontro per il fatto stesso che lei c'è, ed è per me.

Se poi guardo a me, l'esperienza mi dice che non conosco me stesso e ammiro te, tanto più che io sono per me uno sconosciuto. Infatti, anche se non posso comprenderli, faccio l'esperienza dei movimenti del mio spirito che giudica, delle sue operazioni, della sua vita e devo questa esperienza a te che mi hai condiviso questa natura sensibile che fa la mia gioia, anche se la sua origine è oltre le possibilità della mia intelligenza. Non conosco me stesso, ma in me trovo te, e trovandoti, ti adoro.


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