Vangelo del Giorno

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,20-26.


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.  
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,
lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.
In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo! »


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Commento di San Fulgenzio di Ruspe (467-532), vescovo in Africa del Nord
Se sai in cosa consiste l'offerta del sacrificio, capirai perché si implora la venuta dello Spirito Santo.

Secondo l'apostolo Paolo, il sacrificio è offerto per annunciare la morte del Signore e rivivere il ricordo di chi ha dato la vita per noi. Il Signore stesso aveva detto: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici" (Gv 15,139. Quindi, poiché Cristo è morto per amore nostro, quando facciamo memoria della sua morte al momento del sacrificio, chiediamo che l'amore ci sia dato con la venuta dello Spirito Santo. Chiediamo supplicando che, per l'amore stesso che ha spinto Cristo a lasciarsi crocifiggere per noi, anche noi, con la grazia dello Spirito Santo, possiamo essere crocifissi per il mondo e imitare la morte del Signore per vivere una vita nuova.

Così tutti i fedeli che amano Dio e il prossimo, anche se non bevono il calice di una passione corporale, bevono tuttavia il calice della carità del Signore. Poiché si beve il calice del Signore quando si conserva la sua santa carità senza la quale non serve a nulla dare il corpo alle fiamme. Il dono della carità ci dà di essere in verità ciò che celebriamo misticamente nel sacrificio. (...) Ecco perché chiediamo che lo Spirito Santo venga a darci la carità.


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