Vangelo del Giorno

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 24,37-44.


In quel tempo, Gesù disse ai suoi dscepoli: « Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo.
Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca,
e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo.
Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato.
Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.
Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.
Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà. »    


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Commento di San Giovanni Cassiano (ca 360-435), fondatore di monastero a Marsiglia
"O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto!" (Sal 70,2) Questo verso deve essere la nostra preghiera costante: nell'avversità, per esserne liberati; nella prosperità, per esservi mantenuti e preservati dall'orgoglio. Sì, sia l'occupazione continua del vostro cuore!

Al lavoro, nei diversi servizi, in viaggio, non smettete di ripeterlo. Sia che mangiate, sia che dormiate, in tutti i momenti, meditatelo. Diventerà una formula di salvezza che non solo vi proteggerà dagli attacchi del demonio, ma anche vi purificherà da ogni vizio e da ogni impurità terrestre, e così vi innalzerà fino alla contemplazione delle realtà celesti ed invisibili, a quell'ardore ineffabile di preghiera che pochi conoscono per esperienza. Il sonno vi chiuda gli occhi su queste parole, tanto che a forza di ridirle prendiate l'abitudine di ripeterle persino dormendo. Siano al risveglio la prima cosa che si presenta al vostro spirito, prima di ogni altro pensiero. Ditele in ginocchio, scendendo dal letto, e vi accompagnino in ogni azione, senza lasciarvi mai. Le mediterete secondo il precetto di Mosè, "ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai" (Dt 6,7), addormentandoti e alzandoti. Le scriverete sulle labbra, le inciderete sui muri di casa e nel santuario del cuore: di modo che vi accompagnino come unico ritornello, quando vi prostrerete per pregare, e quando poi vi rialzerete, per seguire lo scorrere ordinario della vita, come vostra costante preghiera.

Sì, l'anima ritenga sempre questa parola, tanto che, a forza di ridirla e meditarla senza sosta, acquisisca la fermezza di rifiutare e rigettare lontano da sé le ricchezze e ogni sorta di pensieri, e concentrata sulla povertà di questo semplice verso, giunga con facile ascesa alla beatitudine evangelica.


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